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Vintage, che passione. A volte sembra proprio che gli stilisti di oggi, quando la creatività  latita, trovino un inesauribile bacino di ispirazione nella moda del passato, una moda ben lontana dall’essere sul viale del tramonto. Se per la prossima primavera-estate è previsto il grande ritorno della moda anni ’40, riportata alla ribalta da una sempre-chic Nicole Kidman nell’atteso film Australia, qui ci soffermiamo su un altro periodo d’oro e intramontabile: gli anni Venti.

Le ragazze alla moda degli anni Venti venivano dette flapper girls: ben diverse dalle loro antenate (e anche dalla maggior parte delle loro contemporanee) le flapper girls erano quelle icone di stile di cui c’è rimasta memoria, quelle coi capelli a caschetto, i vestiti con le frange e la sigaretta sempre accesa tra le labbra rosse. La flapper girl (in italiano “maschietta”) amava tutto ciò che le consentisse di essere libera nei movimenti, come gli abiti al ginocchio e senza maniche e, appunto, il famoso taglio corto alla garconne, quello di Louise Brooks, tucson diva del cinema muto che ispirò il look della Valentina di Crepax. Il taglio corto evidenziava la sensuale curva del collo, mentre i lineamenti, messi in risalto dalla tipica cloche, erano valorizzati tramite un maquillage molto curato. In particolare, le flapper girls amavano labbra e unghie rosse, pelle lunare, ciglia lunghissime e matita nera sotto l’occhio; un’idea la si può avere grazie al recente film drammatico Changeling, con Angelina Jolie nei panni di una giovane donna, appunto, degli anni Venti. Le sopracciglia anni Venti sono sottilissime, o addirittura insistenti e semplicemente disegnate perfettamente con una matita. Gli abiti tutti frange, paillettes e lustrini erano parte integrante del ballo del charleston, danza di derivazione jazzistica caratterizzata da un ritmo brillante, e da un’atmosfera allegra e frenetica.

Gli “abiti charleston” trovano il loro completamento ideale in una collana di perle molto lunga, gioiello tipico degli anni Venti. Le scarpe sono invece col tacco, decolletèes e con il cinturino alla caviglia, le tipiche “Mary Jane”; le scarpe dovevano anch’esse risultare adatte a balli veloci come il charleston e il fox trot, quindi il cinturino aveva lo scopo di tenere il piede ben fermo, mentre il tacco doveva essere a rocchetto, robusto non troppo alto. Altro accessorio caratterizzante dell’abito da sera anni Venti sono poi le immancabili piume.Non si dimentichi che è degli anni Venti la scoperta della celebre tomba di Tutankhamon, che introdusse la moda dell’esotico, sia per quanto riguarda gli abiti-tunica, sia nei gioielli “in stile”, sia nelle nuove essenze profumate.Il capo forse più distintivo degli anni Venti può comunque essere considerata la sovracitata cloche (in francese “campana”), perfetto completamento del taglio alla garconne e in linea con il nuovo ideale di donna, maliziosamente androgina. La cloche aveva lo scopo estetico di porre in risalto i lineamenti sapientemente truccati, ma anche di proteggere il capo dal freddo anche alla luce del nuovo mezzo di trasporto: l’automobile.

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